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Il nome Galbiate appare nei documenti per la prima volta nell'anno 887.
Incerta l'etimologia: dal nome personale Galbius; oppure da Galba, nome di persona di origine gallica; altri collegano Galbiate al gallico gala, roccia che alluderebbe alla natura rocciosa di questa località (vedi Ceep, un quartiere di Galbiate); infine, ma sembra improbabile, dal nome dialettale di un uccello: galbè = rigogolo.
Galbiate vera e propria è situata a quota 371 sull'ampia insellatura della dorsale che si sviluppa dal Monte Barro al Monte Crocione, sopra Villa Vergano. Dall'alto di una collina domina il laghetto morenico di Annone a occidente e il fiume Adda a oriente, raggiungendo quota 922 sul Monte Barro.

Superficie 16,14 Kmq.
Altezza dal livello del mare 371 m. (in piazza Don Gnocchi)
Abitanti 8.581 (al 31.12.2014)
Densità abitativa 539 ab./Kmq
Prefisso telefonico 0341
C.A.P  Galbiate 23851
Sala al Barro 23856
Nuclei principali Galbiate capoluogo – Sala al Barro – Villa Vergano – Bartesate – Ponte Azzone Visconti


Sala al Barro si trova in riva al lago di Annone, mediamente a quota 242 e nei nuovi quartieri residenziali del Selvetto-Marée, realizzati sulla superficie semipianeggiante ai piedi del Barro, si attesta sui 310 metri s.l.m.

I due nuclei di Villa e Vergano si trovano sul versante meridionale della dorsale, rispettivamente a quota 515 e 571; Bartesate è a quota 442 e infine il Ponte Azzone Visconti si trova a 214 m, in riva all’Adda.

Il paesaggio è collinare, caratterizzato da terrazzamenti realizzati sulla superficie sulle superficie acclivi dal lavoro contadino; scarse le superfici pianeggianti.

La struttura geologica del Monte Barro va dalla dolomia, al calcare e alle marnose formazioni del retico medio inferiore. La restante parte è caratterizzata da un substrato di flysch cretaceo su cui poggiano notevoli spessori di depositi del ghiacciaio dell’Adda.

Il torrente Cologna scende dal Monte Barro, attraversa coperto il centro del paese di Sala sfociando nel lago di Annone, mentre il Bevera scende dal monte Crocione e dal Gandaloglio, confluendo nel Lambro.

Da segnalare alcuni massi con coppelle in località Piani di Barra e San Michele sul Monte Barro. Il più famoso è a quota 612 s.l.m.,nel Parco Archeologico di prati di Barra. Altri si trovano lungo il sentiero di mezzo, nelle vicinanze di San Michele e sopra Camporeso. Ancora non si è giunti a dare una interpretazione univoca sul significato di queste coppelle ricavate dall'uomo. Si propende tuttavia per ritenerle collegate a riti delle popolazioni del I millennio a.C. e qualche studioso le riferisce esplicitamente a riti magici dei Druidi: le coppelle dovevano servire per raccogliere il sangue delle vittime sacrificate Il prof. Angelo Borghi nel suo volume "Il territorio di Lecco prima dei Romani", 1976, così si esprime " ...un vero "altare" è il masso che sui piani di Barra poco sopra Galbiate reca sessanta cavità circolari scavate sul lato di oriente. Le pietre a coppelle, così diffuse nel comasco, sono ancora legate alle mitologie delle antiche culture agricole e le cavità potevano rappresentare gli occhi della Dea madre; peraltro potrebbero invece collegarsi al culto del sole, sorgente della vita come la terra".

Nei boschi di Villa Vergano sono stati rinvenuti dal galbiatese Enrico Bassani, due massi con incisioni e coppelle. Il primo, scoperto nel maggio 1995, è stato parzialmente studiato dal prof. Davide Pace di Monza, scomparso nel 1996, il quale lo aveva definito un petroglifo floreato, antropomorfo, della tipologia "fimorfo" o "fimorfoide". Il secondo scoperto nell'agosto 1996, è un altare cuppellato con bellissime coppelle allineate geometricamente tre a tre.